Uličari e iskusni momci:: due letture dei Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini
Kratka vsebina
L’articolo contiene un’analisi comparativa e contrastiva tra le traduzioni croata e serba del romanzo Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini, pubblicate rispettivamente come Uličari (nel 2009) in Croazia e Iskusni momci (nel 2015) in Serbia. L’analisi è basata sul modo in cui le traduttrici hanno affrontato il problema del plurilinguismo già contenuto nel testo di partenza che combina l’italiano standard e il dialetto romano, le scelte traduttive degli antroponimi, quelli più “neutrali” e quelli caricati semanticamente, come anche il problema nella traduzione dei turpiloqui e delle imprecazioni. In particolare sono stati analizzati i nomi ritenuti più interessanti per il processo di traduzione e di adeguamento come quello di Riccetto (Rico, Kudravi) e Piattoletta (Čimavica, Bubašvaba), mentre ci siamo soffermati meno su quei nomi che erano traduzioni letterali della versione italiana, come per esempio Armandino o Agnolo (Anjolo). Il risvolto culturale relativo al turpiloquio riflette soltanto in parte quelle che sono le caratteristiche delle lingue croata e serba in quanto le due traduttrici si sono attenute alle norme dell’autocensura osservate già dall’autore nel testo originale. Infatti, alla scelta di Pasolini di censurare molte espressioni ritenute troppo spinte, corrisponde la scelta delle traduttrici di blandire il linguaggio utilizzato nel testo di arrivo.
Uličari and Iskusni momci: two readings of Ragazzi di vita by Pier Paolo Pasolini
The article presents a comparative and contrastive analysis of the Croatian and Serbian translations of Pier Paolo Pasolini’s novel Ragazzi di vita, published respectively as Uličari (in 2009) in Croatia and Iskusni momci (in 2015) in Serbia. The analysis focuses on how the translators approached the issue of plurilingualism already present in the source text, which combines standard Italian and the Roman dialect; on the translation choices concerning anthroponyms, both the more “neutral” ones and those with semantic weight, as well as on the problem of translating swearwords and curses. Particular attention is given to names considered especially interesting with regard to the processes of translation and adaptation, such as Riccetto (Rico, Kudravi) and Piattoletta (Čimavica, Bubašvaba), while less focus is placed on those names that were translated literally from the Italian version, such as Armandino or Agnolo (Anjolo). The cultural dimension relating to swearwords reflects only partially the characteristics of the Croatian and Serbian languages, since the two translators adhered to the norms of self-censorship already observed by the author in the original text. Indeed, Pasolini’s decision to censor many expressions deemed too explicit corresponds to the translator’s choice to soften the language used in the target text.
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